Primo video

https://www.youtube.com/watch?v=5d-8tD-yZ_I

Introduzione alla Blockchain



Negli ultimi anni, tutti abbiamo letto o sentito pronunciare la parola Blockchain.
In molti si chiedono di cosa si tratti, a cosa serva.
E ancora, ne avevamo davvero bisogno?
Parliamone.

§1 – Blockchain in poche parole
Ecco una prima, elementare definizione, più legata ai fini che non ai mezzi.
Una Blockchain è anzitutto un’infrastruttura informatica, hardware e software, dotata di proprietà uniche. In quanto tale, nasce per offrire particolari opportunità, per risolvere problemi specifici.
Per esempio: generare, conservare e scambiare asset digitali in piena sicurezza, senza alcuna forma di intermediazione, in totale assenza di problemi di fiducia; dar vita a un registro di contenuti, anche audio e video, impossibile da modificare retroattivamente, cancellare, hackerare; eliminare alla radice l’esistenza di beni digitali falsi, come opere d’arte, certificati e documenti di ogni natura (titoli accademici, cartelle cliniche, contratti fideiussori, quadri e fotografie digitali d’autore ecc.); rendere difficilissimo, con le dovute accortezze[1], falsificare beni fisici le cui attestazioni siano state tokenizzate in NFT (si pensi al certificato di autenticità di una bottiglia di vino pregiato).

Una Blockchain è come un libro mastro, riprodotto in molteplici, identiche copie.
Le copie esistenti vengono continuamente aggiornate con nuove scritture, tutte insieme, praticamente nello stesso momento e con le medesime, inedite informazioni.
Continuando nella nostra similitudine, ciascuna copia del libro mastro è affidata a un dattilografo, che ne implementa i contenuti sulla base di un accordo condiviso con tutti gli altri. Come in una tavola rotonda virtuale, fra membri paritetici.
Poiché ciascuno scrivente può vedere (e controlla) ciò che scrivono gli altri, ne consegue un confronto continuo fra i libri mastri, dove la totale trasparenza rende impossibile barare.
Se ad esempio il 99% dei partecipanti scrivesse “Carlo si è laureato il 20 gennaio 2022 in Ingegneria informatica”, mentre l’1% annotasse un’informazione diversa, le conseguenze sarebbero inesorabili: gli elementi malevoli verrebbero subito scoperti, e nell’interesse della collettività, estromessi.

Fin qui si è compreso come una Blockchain sia un sistema composto da elementi paritetici, che custodiscono ciascuno una copia di un registro condiviso, e dove l’accordo fra le parti governa la compilazione progressiva di quel registro.
Fuor di metafora, i dattilografi sono costituiti da computer (fisici o virtuali) separati e indipendenti, detti nodi, distribuiti in diversi luoghi (preferibilmente molto distanti fra loro); il libro mastro è un registro digitale condiviso, detenuto in copia integrale da ciascun nodo; ogni nuova scrittura, che viene convalidata e appuntata sul registro, è detta blocco.
Tutti i blocchi, dal primo all’ultimo, formano una catena indivisibile e non suscettibile di modifiche retroattive: per l’appunto, una Blockchain.

I lettori più attenti si saranno posti una domanda.
Su quali basi i nodi pervengono a un accordo su cosa scrivere, ogni volta, in ciascun blocco?
La risposta è complessa e articolata.
Ancora una volta, semplifichiamo.

Poniamo il caso di una Blockchain dedicata ai titoli di studio accademici, utilizzata quindi dalle università per registrare i certificati delle lauree e dei master conseguiti dai rispettivi studenti.
Sarà di volta in volta la singola università, ossia la fonte che eroga i titoli di studio, a dire ai nodi cosa scrivere. I nodi non avranno dubbi in merito: controllandosi reciprocamente, dovranno solo eseguire le istruzioni dell’ateneo e generare il certificato.
Nell’economia della nostra Blockchain, l’università prende il nome di oracolo.

L’oracolo è quell’elemento (che di solito si trova off-chain) che da parte della Blockchain è assunto come unica fonte di verità.
Una volta che l’oracolo sia stato selezionato in maniera congrua, identificato con assoluta certezza e debitamente connesso con il sistema virtuale, la Blockchain produrrà solo informazioni corrette.



§2 – Blockchain 1.0
A livello 1.0, quindi basilare, una Blockchain è costituita da 2 elementi: un registro DLT + un protocollo di tipo Blockchain.

Più precisamente, in termini informatici, una Blockchain è un sistema DLT (Distributed Ledger Technology), a cui è applicato un particolare protocollo, tale per cui: il registro condiviso è organizzato in blocchi di transazioni validate, temporalmente successivi e non modificabili in senso retroattivo, dove ciascun blocco è unito al precedente mediante tecniche crittografiche.

Alla base del concetto di Blockchain, si trovano quindi i concetti di Distributed Ledger Technology e le tecniche crittografiche (in particolare la c.d. crittografia ellittica).

Distributed Ledger Technology fa riferimento a registri digitali presenti in identica copia su numerosi computer, ampiamente dislocati nello spazio, che mettono al servizio della rete parte delle proprie risorse: i blocchi di dati vengono validati e registrati secondo regole scritte in un protocollo condiviso, ossia approvato e rispettato da tutti i nodi.
Un registro DLT è difficilmente attaccabile dagli hacker, in quanto basato sulla decentralizzazione dei nodi e la ridondanza delle informazioni in essi conservate.  

La crittografia, soprattutto con riferimento alle tecniche informatiche, è un argomento troppo ampio per trattarlo in questa sede.
Basti notare come in ambito Blockchain, la crittografia sia uno dei pilastri che reggono un’economia multi miliardaria: se gli algoritmi crittografici utilizzati da sistemi come Ethereum si rivelassero vulnerabili, un intero segmento di mercato -con i suoi colossi multinazionali- sarebbe polverizzato in un istante. 
Solo per fare un esempio, si pensi a quali conseguenze genererebbe un hacker che trovasse il sistema di invertire l’operazione crittografica dell’algoritmo ECDSA. Dalle chiavi pubbliche dei wallet Ethereum, e non solo, diverrebbe possibile risalire alle rispettive chiavi private.
I wallet verrebbero “svuotati”[2] in un attimo, miliardi di Dollari andrebbero in fumo con la criptovaluta Ether. Su scala internazionale, le prime pagine dei quotidiani non parlerebbero di altro.
Fortunatamente, una volta applicata la funzione ellittica dell’algoritmo ECDSA a una stringa di dati, non esiste tecnologia informatica che consenta di effettuare l’operazione inversa. Ed è proprio su tali presupposti che si regge l’assoluta sicurezza, l’inviolabilità di Blockchain come Ethereum.



§3 – Blockchain 2.0
Con il livello 2.0, che nasce nel 2015 con l’ecosistema Ethereum, per la Blockchain si aprono orizzonti del tutto nuovi. Orizzonti che entusiasmano non più solo i nerd della prima ora, ma interi settori industriali: fin da subito la Blockchain 2.0 suscita l’interesse delle multinazionali della finanza, e non solo, che iniziano a investire in criptovalute e potenza di calcolo.
Con Ethereum, la Blockchain diventa programmabile: a livello 2.0, in Blockchain non si configura più solo un registro su cui prendere appunti, come nel caso di Bitcoin, bensì un registro capace di eseguire un codice programmabile.
Se Blockchain 1.0 voleva dire Internet of value, Blockchain 2.0 è sinonimo di Internet of smart contract: nascono i veri e propri token, con lo standard ERC-20, i primi NFT ERC-721 e il concetto di timestamp[3].

La Blockchain diventa 2.0 grazie all’integrazione del c.d. Distributed Computing.
Ancora una volta, come nel caso della prima Blockchain (Bitcoin), l’alchimia sarà prodotta da una formula a base di ingredienti noti: Blockchain 1.0 + Distributed Computing = Blockchain 2.0.

Distributed Computing rappresenta il paradigma per cui una rete di computer separati e distinti uniscono le rispettive risorse, allo scopo di raggiungere un obiettivo comune, quale la risoluzione di un problema di calcolo.
Dal punto di vista operativo, del Distributed Computing sono possibili diverse configurazioni.
Nel caso della Blockchain, si utilizza un’architettura di tipo peer-to-peer.  
Ciascun computer (o nodo) esegue dei software in autonomia, arrivando individualmente al risultato finale, i cui esiti vengono condivisi e confrontati con quelli degli altri computer. È da qui che si genera il consenso distribuito 2.0.



§4 – Blockchain 3.0
Nel momento in cui al Distributed computing della Blockchain 2.0 si applica una governance decentralizzata, si configura il terzo e (per ora) ultimo livello di sviluppo, appunto la Blockchain 3.0.

Una DLT regolata da protocollo Blockchain (Blockchain 1.0), caratterizzata da un’architettura Distributed Computing di tipo peer-to-peer (Blockchain 2.0), che opera sotto il controllo di una governance decentralizzata, costituisce nel suo insieme una dAPP (= decentralized Application).

Come i mattoni erigono il muro, così una dAPP è costituita da un sistema più o meno complesso di smart contract, ciascuno dei quali ne governa una o più funzioni.
Le dAPP differiscono dalle applicazioni centralizzate sotto molteplici aspetti, anzitutto la capacità delle prime di funzionare senza l’intervento umano.
Una volta attivata, salvo modifiche successive a opera dei programmatori, una dAPP vive di vita propria; essa consente l’accesso e l’utilizzo a chiunque, senza limitazioni né censure.
Le dAPP non archiviano i propri dati su server, bensì sui nodi che ne compongono l’ecosistema, essendo interamente basate su Blockchain.
Fra mille altre declinazioni, una dAPP può essere costituita da un marketplace decentralizzato di opere d’arte tokenizzate, piuttosto che da servizio di messaggistica crittografata su Blockchain.

Con la Blockchain 3.0 e le sue applicazioni decentralizzate, prende forma il Web 3.0, giustamente definito Decentralized Internet.
Si tratta di un vero e proprio ecosistema a sé, costituito da una moltitudine di dAPP che inter-operano, generando il paradigma 3.0, grazie al quale in rete non si può più solo fruire di contenuti e/o condividerne, ma anche possederne.
A livello 3.0, la privacy degli utenti assume un ruolo centrale, contrapposto alla sua totale -o quasi- assenza che ha da sempre caratterizzato il Web 2.0.
Web 3.0 vuol dire non solo possesso, ma anche pieno controllo sulla propria identità e tutte le informazioni a essa associate.
L’internauta 3.0 non è più una merce di scambio -spesso inconsapevole- nella disponibilità di aziende che offrono servizi gratuiti; o meglio apparentemente tali, in quanto retribuiti con dati personali (gusti, interessi, abitudini di acquisto ecc.), che nel Web 2.0 vengono collezionati, riorganizzati, rivenduti sul mercato. Da anni, queste pratiche alimentano il fenomeno dei Big Data.

Il protocollo 3.0 del Web è anche alla base del Metaverso.

Il Web 3.0 è unambiente ormai discretamente frequentato, dove operano una moltitudine di applicazioni, compresi browser 3.0: ne è un esempio il noto e diffusissimo Brave.

§5 – Dalle dAPP alle DAO
A partire dalle dAPP, la Blockchain 3.0 si arricchisce di un’ulteriore stratificazione: ha così origine la categoria delle DAO, acronimo di Decentralized Autonomous Organization.

Le DAO sono vere e proprie organizzazioni imprenditoriali, costruite assemblando insiemi di dAPP, che ne automatizzano la governance e tutti i processi decisionali.
Piuttosto che semplici applicazioni, le DAO sono aziende digitali a tutti gli effetti, in tutta la loro complessità, che operano nel Web 3.0; i manager di queste aziende altro non sono che smart contract, codici eseguibili che vengono attivati a determinate condizioni prestabilite, sulla base di protocolli condivisi a livello decentralizzato.
L’infrastruttura informatica di una DAO, quindi, sostituisce in tutto e per tutto l’intervento dell’uomo: ciò avviene nella regolazione della vita aziendale, come nell’erogazione di beni e servizi digitali; con qualche ovvia eccezione – come abbiamo visto a proposito delle dAPP: i programmatori – e qualche altra affatto scontata. Ad esempio, quando i governance token conferiscono diritto di voto –in ultima analisi- all’elemento umano dietro i nodi.

   



§6 – Conclusioni
Blockchain è un termine che ormai ricorre spesso, accanto a criptovalute, CEX, DEX, CBDC, Arte Generativa, Internet of Things, Finanza Decentralizzata, Web 3.0, Metaverso, Intelligenza Artificiale… Sono tutte parole che rimandano a un cambiamento di paradigma già in atto, indicando un periodo di transizione presente, che porta in sé i germi del futuro.
Sotto il nostro stupore, il mondo sta lasciandosi alle spalle un’epoca.
Ciò può costituire una fonte di stimolo, interesse, curiosità; talvolta di insicurezza, preoccupazione, quindi resistenza al cambiamento.
Al di là delle percezioni individuali, la storia ci impartisce una lezione incontestabile, una meravigliosa verità che non ammette eccezioni: ogni qualvolta la società assimila nuovi strumenti tecnologici, superate le barriere iniziali, il nostro quotidiano migliora in modo radicale.
Tecnologia è sinonimo di forme sempre inedite di efficienza, sicurezza, comodità, intrattenimento, passioni e stili di vita; nascono così nuove economie e modelli di business, che portano ricchezza e benessere fin dentro le case, gli uffici… e all’interno di quei luoghi virtuali, che ormai tutti noi frequentiamo, a cui (chissà perché) nessuno vorrebbe né potrebbe più rinunciare.


Vedi anche: NFT, possesso vs. proprietà; ForLedger ed Ethereum.


[1] Per comprendere l’argomento, si consiglia di approfondire i temi della firma digitale associata al timestamp degli NFT, oltre che dell’uso degli oracoli in associazione agli NFT che certificano l’originalità di beni fisici (off-chain).

[2] Il termine svuotati è una metafora per semplificare il concetto: ci perdonino i più esperti in materia.

[3]Le categorie token, NFT, smart contract e timestamp, sono approfondite in altre sezioni del Sito.

Consulenza legale



Se espressamente richiesto dagli Enti formatori, ForLedger mette a disposizione il proprio Ufficio legale, per consulenze o semplici confronti su temi inerenti il mondo Blockchain (es. validità giuridica dei documenti iscritti nei Registri diffusi, uso degli utility NFT quali firme identitarie, questioni di privacy ecc.).
Al momento il servizio è disponibile solo per l’Italia.



Approfondimenti/vedi anche: La formazione nella formazione, Sportello assistenza diretta.



Cyber security & Blockchain



In linea puramente teorica, per compromettere la sicurezza di una Blockchain, bisogna controllarne almeno il 51% dei nodi validatori, eventualità ritenuta a ragione non realizzabile.
Senza contare che nella pratica dei fatti, sarebbe necessario infettare un numero assai più cospicuo di nodi: un conflitto fra il 51 e il 49% di questi ultimi, infatti, sarebbe di entità tale da mettere in allerta l’intero sistema.

Per hackerare ForLedger, un pirata informatico dovrebbe compiere un’operazione certamente al di sopra delle proprie forze, per quanto cospicue esse siano.
Si tratterebbe di penetrare le difese di un’intera rete di computer, che operano sinergicamente in quanto singoli nodi della Blockchain, ma restano unità distinte e fra loro indipendenti.

Nell’economia della nostra Blockchain, in particolare, il nodo non costituisce una semplice cellula in senso virtuale; essi sono anche e soprattutto entità fisiche, hardware dislocati in diversi Data center.
Ogni nodo di ForLedger è dotato delle più sofisticate protezioni antivirus, antispyware, antiransomware, oltre a trovarsi sotto il controllo di tutti gli altri nodi. Nel caso in cui uno di essi iniziasse ad agire in modo malevolo, il suo comportamento sarebbe subito rilevato dal resto delle unità, che lo estrometterebbero e lo isolerebbero dal resto della Blockchain.

Ciascuno dei nostri Data center è connesso a distinti Internet Provider, intercambiabili in caso di malfunzionamenti di Rete. Sono ovviamente presenti gruppi di continuità, oltre a tutte le misure necessarie a massimizzare l’affidabilità e la stabilità della Blockchain, della Piattaforma e di tutti i Software ForLedger.
L’intero Sistema, hardware compresi, è continuamente monitorato dall’occhio umano: per prevenire qualsiasi problema tecnico, al bisogno, il Personale del Gruppo UniLedger è sempre pronto a intervenire.






Oltre alla protezione intrinsecamente presente nella Blockchain, per ragioni strutturali, nel caso di ForLedger vengono effettuati backup a intervalli regolari.
Se per assurdo (perché di assurdo si tratterebbe) qualcuno prendesse il controllo dell’intera Blockchain, il suo ripristino avverrebbe in tempi rapidissimi, a partire dal backup dell’ultimo blocco sano.

Tanto più si espande l’Ecosistema ForLedger, incrementando il numero di Utenti, Clienti e Partner, quanto più sicura e resiliente diventa la relativa Blockchain.
Il Registro nativo di ForLedger è infatti distribuito su un numero di nodi validatori in continua crescita, che aumentano di decine in decine, per ogni Ente formatore che si aggiunge al Sistema.

La Blockchain ForLedger è privata e permissioned, ovvero chiusa all’esterno e tenuta in vita esclusivamente da nodi proprietari: nessun computer di Terze parti è autorizzato a entrare nella Struttura, come invece avviene nel caso delle Blockchain pubbliche e permissionless, al cui funzionamento può concorrere chiunque disponga di adeguate competenze e potenza di calcolo.
L’unica eccezione consentita sono i nodi direttamente gestiti dagli Enti di formazione partner, qualora questi ultimi desiderino costituire parte attiva nella Blockchain: non si tratta di un obbligo, bensì di un’opzione che ForLedger offre ai Clienti di grandi dimensioni.

Da ultimo, bisogna notare che almeno una copia del database originale con i certificati rilasciati resta nelle disponibilità dell’Ente di formazione1 , che comunque conserva off-chain la propria banca dati, ossia la base di partenza da cui ha avuto origine la tokenizzazione delle attestazioni.


Approfondimenti/vedi anche: NFT di accessoCompatibilità con Metamask.




1 Per il tramite dei nostri Software ponte, è proprio il database dell’Ente formatore a svolgere la funzione di oracolo per minare gli NFT-certificato.




Evoluzione continua




L’evoluzione continua è fra servizi più importanti – e dovuti – che ForLedger offre ai suoi Partner, Clienti, Utenti.

ForLedger viene implementato senza sosta, evolvendosi di pari passo con la tecnologia Blockchain.
Ci poniamo dei problemi, cerchiamo soluzioni.
Proviamo e riproviamo, finché non raggiungiamo la formula che ci soddisfa.
A quel punto, il codice sorgente di ForLedger abbraccia una nuova alchimia.
E il processo di auto-miglioramento va avanti all’infinito, in una spirale positiva, perché l’informatica è evoluzione continua.

ForLedger è per noi come un bambino, un vero e proprio figlio, che per crescere ha bisogno di cure costanti.
Prestiamo attenzione non solo al prodotto in sé, in senso migliorativo, alle dinamiche intrinseche e alle abilità che esso acquisisce nel tempo; diamo altrettanta importanza allo studio dell’ambiente circostante, in continua evoluzione: in particolare, siamo vigili sulle opportunità che nascono ogni giorno nel mondo Blockchain, un Settore la cui crescita è del tutto sovrapponibile a quella del Personal Computer negli anni Ottanta e Novanta. Forse anche qualcosa in più.
La tecnologia Blockchain sta rivoluzionando il mondo, ma ancora di più sé stessa, rapidamente e con un’accelerazione crescente.





In ordine cronologico, ForLedger è il secondo prodotto del Gruppo UniLedger ad aver visto la luce.
Potendo contare sul codice sorgente di UniLedger, quale solida base per realizzare ForLedger, ci abbiamo lavorato su dei mesi.
Da una costola (si fa per dire) del nostro primogenito, è nato il fratello minore.
Un test dopo l’altro, anche ForLedger ha raggiunto l’età adulta.
O forse no.
Sarà l’occhio del genitore, che scorge l’eterno bambino nel figlio già grande; sarà l’ostinazione dell’ingegnere informatico, sempre in cerca del perfettibile e mai pago; sarà questo benedetto Team di sviluppo, che con le sue nerdate fa girare la testa (non solo) all’Amministratore di UniLedger, per poi convincerlo dell’opportunità di un’altra implementazione: il fatto è che proprio non ci riusciamo, è più forte di noi, non vedremo mai ForLedger come un prodotto finito.
Al massimo, quando si tratta delle nostre creature, ci rendiamo conto che sono pronte a farsi valere sul campo. A patto, s’intende, di non lasciare mai il sentiero dell’evoluzione.





Evoluzione continua. E’ questa la nostra promessa, il nostro impegno, la nostra filosofia di vita.
Evoluzione continua è un mantra per noi, che ripetiamo anche a colazione, mangiando pane e Blockchain.
Solo costruendo ForLedger giorno per giorno, in ottica di evoluzione continua, si può davvero offrire al Cliente un prodotto all’altezza delle nostre ambizioni.




Vedi anche: Cyber security e Blockchain; Ecosistema ForLedger; Cloud e Software intelligenti.




Sportello assistenza diretta



ForLedger offre uno Sportello assistenza diretta per il Personale delle Scuole di formazione, i loro Docenti e gli Iscritti ai corsi.
Come mezzi di comunicazione fra l’Utente e ForLedger, sono previsti l’email dell’Ente formatore, il modulo di contatto, la chat one-to-one e la videochiamata: le ultime 3 opzioni possono essere rese disponibili nel profilo Utente.

Sulla base degli accordi con le singole Strutture di formazione, si determinerà quali dei 4 canali attivare.



Approfondimenti/vedi anche: Assistenza legaleEcosistema ForLedgerLogin NFT.



La Formazione nella Formazione


È doverosa una breve premessa.

L’Ecosistema ForLedger è studiato nei minimi dettagli per essere di facile utilizzo.
Tramite il Server che interroga il Registro, e le interfacce grafiche estremamente intuitive, la Piattaforma semplifica al massimo la fruizione dei contenuti inseriti nella Blockchain.
Se non fosse per
gli NFT di accesso in Piattaforma, che richiedono di scaricare un wallet digitale (operazione elementare), l’Utente finale non si accorgerebbe di dialogare con una Blockchain.
La Piattaforma integra dei video tutorial, brevi e immediati, per consentire proprio a tutti di interagire correttamente la Blockchain; ForLedger è inoltre a disposizione di Enti partner e Stakeholder, con ogni tipo di supporto diretto.


Su richiesta delle Strutture di formazione, ForLedger predispone corsi a tema per i Docenti, il Personale e gli Studenti.
Quale parte integrante della mission aziendale, vi è la volontà di far conoscere e utilizzare appieno l’intero potenziale di ForLedger.
Lo Staff è pertanto lieto di assolvere a tale compito, per noi così importante e centrale.




Approfondimenti/vedi anche:  Ecosistema ForLedgerNFT di accessoCloud + Software intelligenti.


Ecosistema ForLedger



ForLedger è un prodotto sistemico, che racchiude diverse componenti, ciascuna con un ruolo specifico.

Le più importanti sono 4:

  1. La Blockchain proprietaria – E’ stata progettata esclusivamente per le certificazioni e gli attestati rilasciati dagli Enti formatori, di qualunque genere.
    Con riferimento al Settore scolastico, degli Ordini professionali e della formazione in generale, ForLedger costituisce la Blockchain a più alto grado di specializzazione oggi sul mercato; è basata sulla tecnologia Ethereum, la sua linfa vitale sono gli NFT (Non Fungible Token): sia come certificazioni tokenizzate, che per gestire gli accessi in Piattaforma.
  2. Il Server – Interroga la Blockchain proprietaria, è il tramite che consente alla Piattaforma di dialogare con essa.
  3. La Piattaforma – Rende facilmente fruibile la Blockchain, da parte di chiunque, eliminando del tutto la necessità di competenze specifiche. All’Utilizzatore finale, si richiede solo di generare e utilizzare un wallet, abilità che si acquisiscono in un istante.
    Grazie al medium Piattaforma, se non fosse un fatto noto, l’Utente non si accorgerebbe di interagire con una Blockchain. In tutta la sua potenza, senza rinunciare agli esclusivi vantaggi che tale tecnologia è in grado di offrire.
    Tramite un bottone specifico, la Piattaforma ForLedger viene collegata direttamente al Sito della Scuola di formazione: così chiunque intenda consultare il Registro delle attestazioni, purché autorizzato a farlo, non abbia dubbi sull’URL da raggiungere.


  1. Cloud dedicato + Software Intelligenti– Servono ad automatizzare la tokenizzazione dei certificati (sotto forma di NFT), direttamente in Blockchain, compilando un file con i dati relativi agli Utenti e ai corsi completati.
    Il Personale dell’Ente di formazione non deve far altro che inserire i record in un semplice foglio di calcolo, per poi caricare quest’ultimo sul nostro Cloud. Al resto pensa ForLedger, in modo totalmente autonomo.
    Anche il processo di generazione di nuovi Utenti, oltre all’invio dei rispettivi NFT di accesso in Piattaforma, sono gestiti dai Software intelligenti con le stesse modalità.


Approfondimenti/vedi anche:  NFT di accessoDocumenti in NFTSicurezza a prova di hackerConsulenza legale.


MEW – Per ForLedger, il miglior wallet in senso stretto




MyEtherWallet (MEW) è fra i migliori wallet per token ERC-721, lo standard non fungibile di Ethereum.
Fra i wallet nel senso più puro del termine, MEW rappresenta per ForLedger quello d’elezione. Per la sua versatilità, si adatta tanto alle esigenze di chi muove i primi passi nel mondo Blockchain, quanto alle pretese dei più navigati.

MyEtherWallet può essere utilizzato da solo, come alternativa a Metamask, o abbinato a quest’ultimo. E’ possibile controllare MyEtherWallet tramite un hardware wallet, in modo che la sua chiave privata non entri mai in relazione diretta con il dispositivo sul quale si sta operando.





P.S. – Cos’è esattamente un wallet?
Il wallet rappresenta spesso un’identità personale: soprattutto grazie agli NFT, esso racconta e dimostra il vissuto, i traguardi, la carriera accademica, esperienziale e lavorativa di una persona fisica.
Infatti, il wallet può essere utilizzato non solo per detenere asset digitali assimilabili a denaro: quest’ultima ne è solo una possibile applicazione, al pari di come avviene per le criptovalute.
In Rete esistono numerose alternative –affidabili, gratuite e di facile utilizzo- per generare un wallet. Di solito, in un istante.
Anche per creare, utilizzare e conservare un wallet, oltre che per sceglierne uno in base alle proprie esigenze, ForLedger offre video tutorial e servizi di consulenza rivolti a Docenti e Personale degli Enti di formazione, Utenti e Iscritti dei loro corsi.




Vedi anche: Metamask e ForLedger; Hardware wallet.



Pensata per gli hardware wallet



In ambito Blockchain, con riferimento ai portafogli digitali, gli hardware wallet rappresentano la misura di sicurezza per eccellenza. Con questi device, la chiave privata del wallet non lascia mai il supporto fisico, eliminando alla radice il rischio che estranei ne entrino in possesso.

Anche nell’ipotesi di un computer infestato da virus, purché la chiave privata non venga mai salvata su hard disk, o comunque digitata online, nessun attacco informatico riuscirà mai a carpirla.

Consigliamo di accedere alla Piattaforma ForLedger mediante la triade MEW – Metamask – hardware wallet: i supporti fisici non sono indispensabili per proteggere le chiavi private, tuttavia ne portano la gestione su livelli di sostanziale invulnerabilità.
Utilizzare un hardware wallet è alla portata di ogni Utente, ma richiede un minimo di applicazione da parte del principiante.

Come per ogni aspetto di ForLedger, la Piattaforma mette a disposizione video tutorial dedicati ai migliori hardware wallet in commercio.
Saremo inoltre lieti, su richiesta degli Enti di formazione, di organizzare brevi corsi di apprendimento in materia. Sia in presenza che da remoto.
Fra l’altro, prima si impara a utilizzare gli hardware wallet, meglio è: questi device rientreranno presto nella mera alfabetizzazione informatica, al pari delle basi di Windows, Microsoft Word o dell’uso di pen drive, ai quali nessuno oggi rinuncerebbe.

Un ultimo aspetto da considerare è il fattore prezzo.
Per blindare le proprie chiavi private all’interno di un buon prodotto, sono sufficienti meno di 100,00 €.




Vedi anche: Metamask friendly; Cyber security.

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